Trapianto delle Coltivazioni

Nella seconda metà del XVIII secolo estese piantagioni prosperavano in gran parte dei paesi dei tropici, con un evidente primato della Francia, che ben seppe sfruttare la pianta nelle proprie colonie. Con l’embargo napoleonico, però nei primi anni del 1800, la diffusione delle piantagioni ad opera dei francesi subì una notevole recessione.

Furono gli inglesi ad alimentare il mercato europeo per diversi anni, finchè l’entusiasmo verso la bevanda da parte di quel popolo non si attenuò. Dall’Arabia e dai paesi africani ad essa limitrofi, grazie agli olandesi, francesi, inglesi e poi agli spagnoli e portoghesi, presto le coltivazioni invasero tutta la fascia tropicale asiatica, le terre dell’arcipelago, per estendersi anche ai paesi continentali dell’America latina. Dalla Guayana, infatti le piantine presero il mare nel 1727, rapidamente alla volta dello sterminato Brasile, per poi diffondersi nelle altre regioni dell’America centro – meridionale, comprese tra i due tropici.

Nel 1727 sotto la guida del botanico Fra Jose Mariano De Conceicao Veloso, il caffè iniziò ad essere coltivato a Para per poi estendersi in tutto il Brasile, superando ed anzi spesso sostituendo, le coltivazioni di canna da zucchero e raggiungendo, in pochi decenni, altissime percentuali di produzione, arrivando nel 1928 ai 4/5 di tutta la produzione mondiale.

Dall’inizio degli anni ’30, per circa tre lustri, si dovette provvedere alla distruzione di 77 milioni di sacchi da 60 chili, poiché l’immagazzinamento richiese il sostenimento di oneri non indifferenti. Furono quelli gli anni in cui i paesi africani, produttori di caffè poterono immettere sul mercato il loro prodotto a prezzi concorrenziali, in quanto l’ammontare della loro produzione non richiedeva immagazzinamento, non avendo essa esubero. Oggi è tutto più pianificato, la produzione ed i costi si sono normalizzati in rapporto al costo della vita ed il caffè continua ad essere la bevanda energetica per eccellenza, raggiungendo nel giro di tre secoli il culmine del più alto consumo. Brasile e Colombia comunque restano i principali paesi produttori ed esportatori. Il caffè sostituisce il prodotto basilare delle economie di questi paesi, assorbendo ancora la più grande forza occupazionale e realizzando la voce più sostenuta in entrata dei loro bilanci nazionali.

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